La distribuzione digitale e le piattaforme di streaming hanno cambiato radicalmente la posizione degli artisti indipendenti nell'industria musicale. Oggi gli artisti possono far arrivare le loro canzoni agli ascoltatori di tutto il mondo senza firmare con una casa discografica. Tuttavia, la facilità di pubblicare musica non equivale alla facilità di avere successo.
Molly Neuman, presidente di CD Baby, ha valutato la trasformazione della musica indipendente dagli anni '90 a oggi nel programma "On The Record" di Billboard. Neuman, che ha iniziato la sua carriera nel gruppo punk femminista Bratmobile, ha detto che in passato era quasi indispensabile lavorare con una casa discografica per poter accedere ai negozi di musica e alla distribuzione fisica.
Oggi, grazie ai servizi di distribuzione digitale, gli artisti possono pubblicare direttamente le loro tracce sulle piattaforme di streaming. Questo cambiamento dà ai musicisti maggiore controllo sulle loro opere e una posizione negoziale più forte nelle trattative con le case discografiche.
Ma Internet ha cambiato anche le regole della scoperta degli artisti. Al posto dei nomi scoperti dai rappresentanti delle etichette ai concerti ci sono artisti valutati in base ai numeri di streaming, alle interazioni sui social e all'aumento dei follower. Ai giovani musicisti oggi non si chiede solo di scrivere buone canzoni, ma anche di gestire marketing, produzione di contenuti, diritti d'autore e i dati degli ascoltatori.
L'aumento del numero di brani pubblicati sulle piattaforme rende ancora più difficile per gli artisti indipendenti farsi notare. Anche l'aumento dei costi per pubblicità, produzione video e campagne sui social aggravano questa pressione.
Così l'ostacolo principale nell'industria musicale cambia: se in passato la sfida più grande era riuscire a pubblicare una canzone, oggi la difficoltà è emergere tra milioni di tracce e costruire un pubblico stabile.

